BUON LUNEDÌ!

BUON LUNEDÌ!

Vita da Mamma

Sembrava una giornata perfetta, a dimostrarlo il semplice fatto che non stesse piovendo. Un miracolo dopo le ultime settimane.

Ma non solo.

Ci siamo svegliati tutti assieme, una vera rarità in settimana dato che Lui parte per il lavoro all'alba. I bimbi hanno aperto il loro sacchettino del calendario dell'avvento, felici e beati, ancora nei loro tutoni di pigiama in attesa di bere il latte. A far luce soltanto gli addobbi natalizi, soffusi e discreti, una vera bolla di felicità.

Lui parte, lanciando baci a tutti. Noi salutiamo, lanciando baci a Lui.

Ci vestiamo per andare all'asilo, incredibilmente senza discussioni, senza ritardi, senza fughe in mutande o senza pannolino.

Sembrava una giornata perfetta.

Poi, però...

Noto uno Zac insistente davanti alla porta d'entrata, atteggiamento molto strano per uno che fino alle 10 di mattina si rifiuta di fare qualsiasi tipologia di attività (esclusa la pappa). Faccio per aprirgli: non ci sono le chiavi. Cerco nei miei soliti posti e niente, le chiavi non si vedono. Provo a guardare in giro, dentro i cassetti, nel frigorifero (potrei fare anche questo): niente. In sottofondo uno Zac piagnucolante che mi segue ad ogni passo e un Leo che imperterrito come un giradischi rotto ripete "ma le chiavi mamma?". Lo stress inizia a salire ma non mi faccio prendere dal panico, sono le 8.15 abbiamo ancora tutto il tempo.

Alle 8.40 il tempo inizia scadere, così come la mia pazienza. I bambini percepiscono il mio stato e iniziando a battibeccare per la qualunque, i mugugni di Zac si fanno ancora più insistenti. Decido di chiamare Lui, magari sa dov'é il doppio. Ovvio, ce l'ha Lui perché si è dimenticato di rimetterlo a posto.

Bene.

Decido quindi che forse le chiavi sono in auto, esco dalla finestrella del bagno (ndr: ubicata a 1m d'altezza e larga 40cm), controllo e Maledizione! non ci sono. In tutto sento Leo che grida, che dico, sbraita "Mammaaaaa perché ci hai abbandonatiiiiiiiiiii, da soli nooooo". Parentesi, la finestra del bagno si affaccia direttamente alla mia auto, quindi la distanza tra me e i miei figli era di circa 1m30, chiusa parentesi.

Mi riaffaccio alla finestra del bagno e mi faccio sgridare da Leo, perché insomma non si lasciano i bambini a casa da soli. Accuso il colpo, mi arrampico nuovamente sulla finestra e rientro in casa. In quel momento sento un rumore strano ma famigliare... Zac sta male.

Ovunque.

In casa.

E come dargli torto? È 45 minuti che mi dice che deve uscire.

Chiamo l'asilo avvisando che saremo in ritardo mentre pulisco per terra con un treenne che imperterrito mi chiede perché Zac è stato male concatenando una serie infinita di perché ad ogni mia risposta. Il tutto terminando con "perché non hai le chiavi?".

Già, perché non ho le chiavi?


PS: il nostro vicino ci è corso in soccorso alle 9, siamo riusciti ad arrivare all'asilo con un ritardo minimo e dopo vane ricerche delle chiavi ancora nessuna traccia. Continuo a sostenere che le abbia Lui, ma non ho abbastanza prove per incriminarlo.


PELL de SUISSE

PELL de SUISSE

Io, Lui, Leo e Luce. ...

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